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Salute mentale e carcere: le crepe di un sistema che fallisce

Agosto 17, 2025 - giornalismo
Salute mentale e carcere: le crepe di un sistema che fallisce

Una diagnosi psichiatrica ignorata, nessuna terapia, nessuna visita. Moussa Ben Mahmoud aveva 28 anni ed era in custodia cautelare nel carcere di Marassi, a Genova. È morto dopo un tentato suicidio. La sua storia rivela le falle di un sistema penitenziario che abbandona i più fragili, soprattutto se migranti.

Il 79esimo detenuto che, nel 2024, si è tolto la vita dentro un carcere italiano si chiamava Ben Mahmoud Moussa, per gli amici semplicemente Moussa. 

Aveva 28 anni, capelli scuri, occhi profondi e neri. Arrivava dalla Tunisia. A Genova era conosciuto come pizzaiolo: per anni ha lavorato tra i locali del porto, dove era diventato una presenza familiare. Ogni mattina preparava l’impasto con cura, lo lasciava lievitare con attenzione, poi, insieme ai colleghi, attendeva le comande. Era un lavoro duro, ma lui lo faceva con passione.

La sua vita sembrava andare avanti con il ritmo costante di un treno: binari precisi, tappe quotidiane. Finché, un giorno, tutto è deragliato.